Qualche rotella fuori posto.

di Mattia Bernardini.

*Sono arrivata nel luogo della mia prossima intervista: uno skate park. È la prima volta che ne vedo uno così grande, reso ancora più imponente dai palazzi condominiali che lo circondano, sembra una corona a suo modo. Passo tra l’erba alta, sperando non ci siano all’interno simpatiche cosine sibilanti, trattenendo il fiato, e quando raggiungo lo spiazzo vengo sfiorata da una scheggia vagante. Sobbalzo e indietreggio col cuore a mille mentre quel proiettile umano sale con una certa velocità una rampa, e lì si ferma.*

Roberto: Ciao! Oddio, scusami, non ti avevo vista! *scende dallo skateboard, pesta la coda facendolo schizzare in alto, e lo afferra al volo* E prima che tu dica qualunque cosa, sì, lo sappiamo che l’erba andrebbe tagliata, ma ci mancano i soldi per la manutenzione. A proposito, sei venuta per fare la tessera? Vuoi pattinare anche tu?

Intervistatrice: Tessera? *guarda lo skateboard* Ah, no, non sono capace a salire su quei così, ho un pessimo equilibrio *ridacchio*. Stavo cercando Roberto, avrei dovuto incontrarlo qui…

Roberto: Sono io! *si batte la mano sul petto* In carne e rotelle! *mostra la parte posteriore della tavola, marca Powell Peralta, tutta nera, al centro c’è disegnato un teschio bianco con due ali dorate ai lati* Allora tu devi essere Lisa, piacere!

Intervistatrice: *gli stringo la mano, trattenendo a sento una smorfia di dolore. Ha la stretta forte il giovanotto* Piacere mio. Allora dove ci possiamo accomodare per fare quattro chiacchiere? *estraggo matita e block notes dalla bisaccia*

Roberto: Direi che posso andare là *indica il pool, ovvero la struttura a forma di piscina vuota, dove di solito girano i ragazzini con la BMX, è una giornata tranquilla, non c’è nessuno. Si sistema seduto sul bordo con le gambe a penzoloni* Accomodati pure, Lisa!

Intervistatrice: Figata, sembra una piscina! Ma la riempite poi? *ridacchio, mettendomi vicino a lui* Va beh, sto divagando… Allora Roby, posso chiamarti così? Raccontaci un po’ di te!

Roberto: Sono uno skater, ma questo l’hai già capito! Ho ventuno anni, e studio all’Università, lingue e letterature straniere, inglese e russo. Mi piace molto la musica alternativa, punk rock, rockabilly, nu metal, ma soprattutto i Rage Against the Machine, che sono il mio gruppo preferito. Non sono molto socievole, fuori da qui * fa girare l’indice in aria, alludendo allo skatepark* ho pochissimi amici, ma tutti che darebbero la vita per me, quindi mi reputo contento. Odio le mode e le persone omologate. Al contrario, sono attratto da tutto ciò che è diverso, emarginato e ribelle.

Intervistatrice: Oh, quindi abbiamo un ribelle rochettaro, bene bene. Com’è nata la tua passione per lo skate?

Roberto: Quando andavo alle medie, c’erano un paio di ragazzi più grandi che giravano con lo skate. Hanno durato poco, giusto qualche mese, ma a me rimasero impressi. Lo skateboard è spettacolare, ogni mossa richiede ore di prove, è un continuo mettersi in gioco, migliorarsi, superare le proprie paure e i propri limiti. Riuscii a comprarmi la mia prima tavola a rotelle all’inizio delle superiori, e da allora non ho più smesso di andarci ogni volta che ho un minuto libero! È una valvola di sfogo pazzesca, quando hai avuto una giornata pesante, è un modo per conoscere sé stessi, ma anche per fare amicizia. È una sfida continua, e io adoro le sfide. Perché magari vedi una scalinata, un marciapiede, o un qualcosa che da cui puoi saltare, e magari pensi di farci un trick, e allora nella mente vedi la tavola che si muove, e la cosa più bella del mondo è provarci, finché non ci riesci!

Intervistatrice: Sembra pericoloso, ma anche divertente… Dimmi, cos’è un trick? E qual è la mossa più difficile da eseguire?

Roberto: Trick è una parola inglese che significa trucchetto, si chiama così ciascuna delle mosse eseguite con lo skateboard. Sinonimi in italiano possono manovra, acrobazia, mossa. Il trick più difficile… Domanda tosta! *si gratta la testa, pensieroso* Probabilmente il darkslide, inventato da Rodney Mullen, lo skater più leggendario della storia di questo sport. Consiste nel scivolare su un ostacolo, muretto o ringhiera, con la tavola girata al contrario… Cioè con la parte superiore a contatto con l’ostacolo e le rotelle per aria!

Intervistatrice: *strabuzzo gli occhi più volte, incredula* Davvero? Urca! Tu quanto ci hai messo ad eseguirne uno?

Roberto: Il darkslide? Ehm ehm…*tossisce per finta* Non lo so fare per niente! *ridacchia per dissimulare l’imbarazzo* Però ne so fare tanti altri quasi altrettanto spettacolari!

Intervistatrice: Allora dopo magari me ne fai vedere una? *gli ammicco* Tornando a noi, prima hai detto che studi al linguistico, come mai questa scelta?

Roberto: In realtà studio lingue all’Università! Comunque ho scelto lingue perché mi piacciono alcuni autori, soprattutto russi, per quanto riguarda inglese, invece, perché è la lingua ufficiale per viaggiare, ma soprattutto perché tutti i miei gruppi musicali preferiti sono quasi tutti californiani e vorrei capire tutto ciò che dicono nelle canzoni.

Intervistatrice: Ah, capisco… in effetti le migliori canzoni a parere mio sono quelle inglesi *mi sistemo una ciocca di capelli per poi sfogliare il block notes*. Se ti fosse data la possibilità di viaggiare, dove andresti e perché? E chi ti porteresti insieme?

Roberto: *senza pensarci quasi per niente* Mosca e San Pietroburgo! Mi affascina la Russia, inoltre sono città bellissime. Poi, ovvio, vorrei anche andare in California, perché ci sono gli skatepark più belli, la mania della tavola a rotelle è nata proprio là. *sorride, abbassando lo sguardo sulla sua Powell Peralta, ne va proprio fiero* Mi porterei dietro Franco, il mio migliore amico, di sicuro si inventerebbe qualche sfida interessante!

Intervistatrice: E anche Franco ha la tua stessa passione quindi? Bene, bene… come l’hai conosciuto?

Roberto: Nooo, Franco sa a malapena stare in piedi sulla tavola! Però si diverte a propormi dei trick, mi stuzzica, quello spaccone, e io devo dimostrare che sono in grado di farcela. Poi, al di là dello skateboard, ci sfidiamo in continuazione anche su altre cose. Ad esempio, avere il coraggio di fare qualcosa di stravagante, come bere un boccale di birra tutto d’un fiato, o rovesciare un cassonetto vuoto, oppure mangiare un cucchiaino di Vinavil *si copre la bocca, ridendo* Forse non dovevo dirlo! Comunque, siamo cresciuti insieme, lo conosco da quando eravamo bambini, abitavamo nella stessa strada al nostro paese, e ora che siamo qui in città per studiare siamo coinquilini.

Intervistatrice: *scoppio a ridere* Ne avevo sentite tante, ma mai mangiare la vinavil… però deve essere bello avere un amico così… *lo guardo nostalgica per poi riscuotermi* allora, tornando alla questione skate, vuoi farne una professione oppure hai altri progetti per il tuo futuro?

Roberto: Purtroppo è molto difficile farne una professione, poi ho scoperto che ci sono dei ragazzi molto più bravi di me! Uno di loro, Edoardo, è davvero promettente, riesce a fare cose assurde. Ecco, forse lui potrebbe tentare il darkslide! *sorride e annuisce, cercando di immaginarsi la scena con aria sognante* Io per il futuro vorrei intanto prendere la Laurea che non è poco… Più per soddisfazione personale, che per altro. Perché come lavoro vorrei fare qualcosa che mi permetta di viaggiare. Tipo, il backliner di qualche punk band in tour per l’Europa o l’America. Sai, sono quelli che montano i palchi e si vedono tutti i concerti da dietro le quinte. *ci pensa su* Sarebbe figo, decisamente!

Intervistatrice: Ah, capisco, beh hai molte passioni e molti talenti a quanto pare, ma sul punto di vista sentimentale come sei messo? *lo pungolo al braccio con la matita*

Roberto: *tentenna un po’* In realtà ho una sfida bella tosta in corso con Franco… Che c’entra qualcosa anche con questo. *solleva la mano, con l’indice verso l’alto* E prima che tu mi chieda altro, no, non posso svelarti i dettagli, perché meno persone lo sanno in giro meglio è…!

Intervistatrice: Mannaggia… neanche uno piccolo piccolo? *lo supplico con gli occhioni*

Roberto: *increspa il volto in una espressione sorniona* Lisa, se proprio ci tieni, ti posso solo dire che il pareggio non esiste… Non è proprio contemplato!

Intervistatrice: *borbotto qualcosa per poi prendere appunti* Va bene… allora, a parte andare sullo skate e ascoltare musica, quando non studi ovviamente, cosa ti piace fare nel tempo libero?

Roberto: Andare ai concerti, oppure anche solo al pub a bere una birra con gli amici. Ogni tanto mi convincono pure a giocare a calcetto. Da ragazzo mi piaceva, ma poi ho scoperto lo skate e ho mollato il pallone! *fa una pausa, pensando se dire o meno la prossima cosa, poi pensa di sì, dopo tutto non è niente di male* Franco ha pure una passione segreta per i murales, e a volte lo accompagno mentre realizza le sue opere sui muri della città, a notte fonda.

Intervistatrice: Oh, che belli i murales, ma questo Franco dov’è adesso? Credevo ci fosse anche lui a fare l’intervista con te… sarebbe stato divertente *ridacchio*

Roberto: Ma guarda, dovrebbe arrivare a momenti. Di solito capita di qua, anche perché poi si diverte a provocarmi, quel delinquente! *si gratta il mento* Stasera abbiamo in programma una delle nostre scorribande, andremo a sentire una band che suona nel locale più degradato della città, un covo di punkettoni di periferia!

Intervistatrice: Spero non si faccia attendere molto, anche perché non vorrei fare tardi ai prossimi impegni… *mi agito sul posto, a disagio*

Roberto: Non ti preoccupare, sarà qui a breve. *abbassa la voce* Franco può sembrare spaccone e presuntuoso, ma in realtà è un bravo ragazzo. Non dovrei dirlo, perché se poi mi sente si pavoneggia per tutto il resto del pomerig…
Franco: Cosa è che non dovrei sentire? *arriva sbucando alle spalle dei due, di soppiatto*
Roberto: Ehm ehm *tossisce per finta* Ma niente, niente. Franco, lei è Lisa!

Intervistatrice: *sobbalzo all’entrata in scena di Franco e mi porto una mano al petto. Inconsciamente urlo e i due ragazzi si ritrovano a doversi tappare le orecchie* Scusate, ma Franco non sbucare più così alle spalle altrui. L’ultimo che l’ha fatto si è ritrovato col mio block notes in faccia *ridacchio nervosa*. Comunque piacere di conoscerti, Franco *allungo una mano verso di lui*

Franco: *stringe la mano sfoggiando il suo miglior sorriso* Mi dispiace! Ti chiedo scusa Lisa, non pensavo che Roberto fosse in compagnia. Fra l’altro, immagino che ti avrà tediato con le sue chiacchiere sull’essere ribelli, emarginati, eccetera eccetera, non dargli troppo adito! *ride, battendo una pacca sulla spalla di Roberto*

Roberto: *alza gli occhi al cielo* Sì, sì, lasciamo stare, vecchia canaglia!

Intervistatrice: *ridacchio* Allora, Franco, raccontaci un po’ di te… vediamo se sei “più originale” di Robby. *gli ammicco con tono di sfida*

Franco: Ma certo! Sono lo sfumeggiante miglior amico di questo sfigato qua, che senza di me nulla sarebbe! *fa una piccola pausa, poi riprende* Abbiamo la stessa età, e siamo cresciuti insieme. Io però studio Economia, perché ho già capito come va il mondo, e non voglio fare il disoccupato cronico! A parte gli scherzi, mi piacciono i disegni, i fumetti e i murales, e non ho mai rinunciato ai miei sogni… Saranno forse meno nobili, ma non è colpa mia se sono più terra-terra rispetto agli altissimi ideali del qui presente skater ribelle!
Roberto: *sbuffando* No, no, fai pure come se non ci fossi, eh!

Intervistatrice: Oh, economia, come mai questo indirizzo? A parte fare il disoccupato cronico? E Robby mi ha detto dei murales, come ti è nata questa passione? *accavallo le gambe e dondolo un piede, mentre picchietto la matita sul foglio*

Franco: Non so, mi hanno detto che ci sono portato, e infatti capisco quasi tutto al volo. Così mi rimane più tempo per le altre cose! Fra cui, i murales *si gratta il mente, pensieroso* Credo che la mia passione sia nata a Berlino. Mi ci portarono da bambino, avrò avuto una decina d’anni. Ci sono dei palazzi alti, più o meno come questi. *indica i condomini che circondano lo skatepark* Però sono tutti disegnati, e alcune sono vere e proprio opere d’arte. Ricordo che stavo con il naso in sù ad ammirarne i colori e le forme, mi affascinava come si potessero innescare emozioni così vivide anche in un contesto grigio come quello urbano. Da quel momento in poi, ho iniziato a disegnare sul serio, prima con le matite su carta, poi con le bombolette sui muri!

Intervistatrice: E non hai mai pensato di farne il tuo lavoro?

Franco: Non so, vivo molto alla giornata… Però per un “lavoro” io intendo qualcosa con cui si fanno soldi senza sforzo, le mie passioni poi le coltivo nel tempo libero. Cioè, sono molto più pragmatico del nostro amico idealista qui presente!

Intervistatrice: Ah, capisco… prima Rob mi ha accennato una certa sfida, tu puoi dirmi qualcosa in più a tal proposito? *mi sporgo verso di lui*

Franco: Sicuro. Ti posso dire che è una sfida che riguarda l’approccio con le ragazze… E aggiungo pure che lo asfalterò di certo! Al momento siamo pari, ma per queste cose Robi non c’è molto portato *ridacchia gli tira un pugno scherzoso, che Roberto schiva*

Roberto: Tu lo fai senza stile… E comunque vincerò lo stesso.

Franco: *rivolto all’intervistatrice* Vedi che è un sognatore? *scuote la testa, sogghignando*

Intervistatrice: Beh, sognare non costa nulla… e forse potrei azzardare a pensare chi è che vincerà, ma non voglio dirvi nulla. Ma la ragazza, o le ragazze, in questione, chi sarebbero? Gente che conoscete oppure le prime che capitano? Detta così suona male, abbiate pazienza. *ridacchio imbarazzata*

Franco: Le ragazze… Sono solo comparse? O saranno le compagne della nostra vita? Saranno poche, o saranno molte? Le porteremo a ballare fra le nostre braccia dopo un film romantico, o le sfideremo al biliardino del circolo e ci ubriacheremo ridendo insieme? Non si sa…! È proprio questo il bello della sfida!

Roberto: *allarga le braccia* Ecco, adesso penserà che siamo dei molestatori seriali… Invece è solo un gioco innocente, e nessuno si farà male.

Franco: Sicuro, nessuno si farà male… A parte il tuo orgoglio!

Intervistatrice: *sto cercando di trattenermi dal ridere, ma ho le guance che mi fanno troppo male nello sforzo ed esplodo* Ok ok, playboy, torniamo un attimo seri: cos’è che avete fatto in passato e di cui vi siete pentiti?

Franco: *guarda Roberto, lui restituisce lo sguardo, senza parlare, poi annuisce* Ecco *Franco si gratta il mento, a disagio* Forse quella volta che abbiamo liberato una dozzina di galline dentro il pub del paese… Ecco, lì abbiamo esagerato, lo ammetto. Ci volle tutto il giorno dopo per pulire. Perché le galline quando sono spaventate, sai…

Roberto: *taglia corto per evitare l’imbarazzo* Sì, ma non fu peggio della sbronza presa al Toga Party.

Franco: *alza l’indice annuendo* Vero! Anche perché se non sbaglio finimmo con l’auto metà nel fosso. Ecco, direi che quando si beve non bisogna guidare, questo sicuro. Per fortuna l’abbiamo imparato prima di farci male sul serio!

Intervistatrice: Ma… beh, devo dire che siete proprio due ribelli… come direbbe una mia conoscenza “due bad boy”. *ridacchio da sola* Va bene ragazzi si sta facendo tardi quindi vado alle ultime due domande: cosa ne pensate del vostro autore e cosa gli fareste se ve lo trovaste davanti?

Roberto: Io penso che lo inviteremmo a bere.

Franco: Sì, esatto, scommetto che beve meno di noi. Cioè, scommetto che se lo sfidassimo lo asfalteremmo, quel sadico gradasso! *alza la mano verso Roberto, lui batte il cinque* Ben detto fratello! Vedi che ogni tanto ne azzecchi qualcuna!

Intervistatrice: Oh, povero autore, spero che lo regga bene l’alcool a questo punto. *ritiro matita e block notes nella bisaccia* Ragazzi, è stato un piacere fare la vostra conoscenza, a parte l’attentato alla vita in poco tempo, è stata una bella giornata! *allungo una mano nella loro direzione, sorridendo*

Roberto: *stringe la mano e sorride* È stato un piacere anche per noi!

Franco: Grazie Lisa, e scusa per lo spavento…!

Roberto: Torna pure quando vuoi! Anzi, sicura che non vuoi imparare ad andare sullo skate? O magari pattinare?

Intervistatrice: Ehm, no grazie, ci tengo alla mia vita, però sono curiosa di vedere te sullo skate… *azzardo timidamente*

Franco: *alza gli occhi al cielo* Ecco, l’hai invitato a nozze, quello smargiasso…

Roberto: *si alza, lancia lo skate lungo la parte piatta della pista e ci sale sopra* Ti faccio un 360 shove it! *salta, spinge la tavola con i piedi mente è in aria, lo skateboard fa un giro completo di 360 gradi e lui ci atterra sopra*

Franco: Visto, che ti dicevo?

*Applaudisco prima di salutarli nuovamente e incamminarmi verso la prossima intervista*.

(Qui sotto è il link dove potete trovare il romanzo).

Pubblicato da intervistatriceatuttospiano

Una semplice ragazza che cerca intervistati tra i libri di novi Autori Emergenti e autori wattpad.

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